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La Giustizia Criminale in U.S.A. (2)

considerazioni su alcuni aspetti della Giustizia Criminale negli Stati Uniti

 

Secondo l’ultimo rapporto dell’ FBI nel 2001  il numero dei crimini negli Stati Uniti è cresciuto per la prima volta dopo 10 anni. Un incremento che è coinciso con la crisi  economica che ha colpito gli Stati Uniti prima e dopo gli attacchi terroristi dell’11 Settembre 2001. Secondo molti esperti in questo incremento dei crimini la crisi economica ha avuto un ruolo predominante.

Quando si parla di crimini si parla soprattutto di omicidi, rapine a mano armata, furti.

  James Lynch, Professore alla “American University’s Department of Justice, Law and Society” ha detto : “L’economia è la prima ad essere sospettata.”

E Annette Bickford, professoressa di sociologia nell’Università di Long Island ha detto che la povertà e l’insicurezza aumentano quando l’economia è in crisi originando un aumento dei crimini. I crimini violenti in modo particolare tendono ad aumentare quando la distanza tra coloro che posseggono e quelli che non posseggono si amplia.

 Se la delinquenza è soprattutto un fenomeno sociale legata alla povertà ai disagi sociali allora diventa importante per ridurre la criminalità focalizzare tutti gli sforzi per cercare di ridurre progressivamente le disuguaglianza e permettere a tutti i cittadini di avere accesso all’educazione, al lavoro per diventare, in questo modo, parte attiva nella società

 

La criminalità è un fenomeno da prevenire prima che da punire

  Secondo il rapporto pubblicato dal “Criminal Justice Department” degli Stati Uniti, gli  Afro-Americani ( d'ora in poi li indicherò con la sigla A-A) formano il 50% della popolazione carceraria. Adesso se si pensa che gli A-A sono solo il 12% della popolazione degli Stati Uniti, si puo capire come la soluzione delle problematiche socio-economiche che affiggono la popolazione A-A possa dare un grande contributo alla riduzione del crimine negli Stati Uniti.

  Per non essere astratto vorrei citare un passaggio tratto dal libro di Jimmy Dumas, “24 ragioni del perche’ gli Afro-Americani soffrono”, per cercare di spiegare cosa sighifichi l’affermazione : “Prevenire prima che punire”.

 Secondo L’autore la mancanza di unità tra gli A-A è una delle ragioni della loro sofferenza. In particolare parlando delle Chiese Cristiane così si esprime:

  “Io propongo che le chiese Afro-Americane si uniscano contribuendo con la somma di 20 dollari alla settimana. Questo puo creare una forte economia di base con la quale si può cominciare a curare gli ammalati, sfamare gli affamati, creare nuove imprese, educare I bambini e aiutare le famiglie. Le chiese Afro-Americane devono unirsi oggi!…Tutte insieme queste denominazioni   rappresentano 65.000 chiese con un numero complessivo di 20 milioni di fedeli… Noi dobbiamo lavorare con il Congresso delle Chiese Afro-Americane per creare quella stabilità economica che ci permette di sopravvivere. Se ognuna delle 85,000 chiese si assume la responsabilità di creare un nuovo business per far lavorare una sola persona, allora 85,000 disoccupati avranno un lavoro. Il contributo settimanale di 20 dollari per settimana genera 885 milioni per rinnovare la comunità e per sviluppare nuove iniziative. Lo so che è un sogno, ma non è un sogno impossibile E’ una realtà che può e deve essere attuata”.

  E parlando alla popolazione di colore in genere cosi’ si esprime:

  “Così noi sappiamo che possiamo votare, protestare, e boicottare, ma la domanda importante è possiamo anche unirci per creare, con i nostri contributi, una solida economia per gli Afro-Americani?

Una volta lo abbiamo fatto. Nel 1900, Booker T. Washington invitò gli Afro-Americani più ricchi degli Stati Uniti per incontrarsi e discutere la formazione di una organizzazione nazionale. Secondo Charles Wesley, 400 uomini d’affari Afro-Americani si incontrarono in Boston per formare una Lega Africana Americana per gli affari.

Se l’abbiamo fatto allora lo possiamo fare adesso!

Noi abbiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno per sviluppare un’unità intorno all’economia. Amore, rispetto, e il nostro amore per Dio possono resistere a ogni attacco. Noi abbiamo il potere di combattere la povertà, la disoccupazione, la mancanza di educazione e di sanità e tutte le altre malattie che affliggono la nostra comunità”.

  Quando domandarono al Dr. Martin Luther King quali fossero le azioni da intrapredere per ridurre il crimine tra la popolazione A-A,  Egli così rispose:

“C’è un’azione esterna e una interna  che devono essere perseguite nello stesso momento per cercare di risolvere questo problema. L’azione esterna è lavorare con passione e senza fermarsi per cercare di rimuovere le condizioni che rendono possibile il crimine. Il Negro non nasce criminale. Davvero la criminalita dipende dalle circostanze esterne non dal colore della pelle. Povertà e ignoranza nutrono il crimine in qualsiasi gruppo etnico. Così noi dobbiamo lavorare per eliminare il sistema di segregazione, discriminazione, e le ingiustizie economiche se vogliamo risolvere il problema.

D’altra parte, il Negro deve lavorare dentro la comunità per risolvere il problema mentre I fattori ambientali vengono rimossi” (M.L. King, “Advice for Living” Ebony, 1/95, p. 50).

 

Riparazione

Ma c’è da aggiungere un’altro particolare. Io ricordo che qualche anno fa il Governo Tedesco ufficialmente riconobbe le sue responsabilità nel genocidio di milioni di Ebrei e di altre minoranze etniche e si impegnò a stanziare una somma notevole per risarcire, in qualche modo le famiglie delle vittime di quell’orrendo massacro.

  Per questo Jimmy Dumas alla pagina 49 del suo libro scrive:

“ Come le nazioni del mondo ripareranno per il grande peccato della schiavitù?… Gli Afro-Americani hanno subito la schiavitù per 400 anni… Siccome molte nazioni furono coinvolte nel mercato degli schiavi, forse il Fondo Monetario Internazionale dovrebbe risarcire la popolazione Afro-Americana... "Amnesty International”, L’ “American Civil Liberties Union”, Le “Nazioni Unite”, e altre Organizzazioni Internazionali dovrebbero essere coinvolte per riparare questa antica ingiustizia perpretata contro di noi.”

  Continua

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Don Bruno Oliviero