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"Carissimi Fratelli a Sorelle,

è con gioia che, insieme a tutti i vescovi lombardi, metto nelle vostre mani questo singolare documento che ha come centro d'interesse il mondo del penale e del carcere...La "buona novella ", proclamata e vissuta da Gesù a Nazareth (cf. Lc 4,18-19), viene qui riproposta ai livelli più diversi, grazie alla riflessione che i cappellani delle carceri lombarde hanno sviluppato sulla propria particolare missione."

(dalla prefazione del Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano)

"Il lavoro quotidiano della Caritas cerca di rispondere all'invito rivolto dai vescovi italiani in Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Orientamenti pastorali dell'episcopato italiano per il primo decennio del 2000, n. 62:

"Vogliamo infine sottolineare come tutti i cristiani, in forza del battesimo che li unisce al Verbo diventato uomo per noi e per la nostra salvezza, siamo chiamati a farci prossimi agli uomini e alle donne che vivono situazioni di frontiera.: i malati e i sofferenti, i poveri, gli immigrati, le tante persone che faticano a trovare ragioni per vivere e sono sull'orlo della disperazione, le famiglie in crisi e in difficoltà materiale e spirituale"...

Il presente sussidio Liberare la pena nasce dall' esperienza delle Caritas diocesane, che, come espressioni delle Chiese locali, sono quotidianamente chiamate a svolgere un'importante azione di animazione, coinvolgimento e assistenza all'interno e all'esterno del carcere, attraverso una presenza discreta fatta di volontariato, collaborazione con i centri di ascolto del territorio, promozione di momenti di sensibilizzazione e di informazione: una sorte di ponte fra la struttura penitenziaria e il territorio, soprattutto all'interno di percorsi alternativi alla pena.

(dalla  presentazione del documento del sac. Vittorio Nozza, direttore Caritas italiana)